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Colorato, elegante, sofisticato: queste tre parole secondo me raccontano al meglio l’arte visiva del fotografo Bruno Dayan. Nel suo portfolio fotografico troviamo veramente tante idee, un pizzico di ironia e persino l’omaggio all’album Country Life dei Roxy Music (la foto la trovate qui sopra, la copertina originale qui.
Immagini superbe

Aprile 28th, 2008

L’High Dynamic Range (HDR) è una tecnica quasi tipicamente ‘digitale’: non che si non possa fare teoricamente con macchine a pellicola, ma le difficoltà pratiche (multiesposizione, scansione etc..) rendono l’HDR impossibile da realizzare con macchine ‘tradizionali’.
Ma cos’è l’hdr? Partiamo dal presupposto di voler rappresentare al massimo ciò che l’occhio umano percepisce: ombre, luci, dettagli. Nella fotografia digitale, anche usando un solo scatto RAW è virtualmente impossibile riprodurre tutta la natura fisica della luce. Allora si ricorre all’uso di molteplici scatti a molteplici esposizioni (5/10/15 o anche di più) per ottenere una fotografia che contiente tutte le possibili esposizioni e quindi poterla gestire, rielaborare a proprio piacimento.
Da wikipedia: l’HDR è una tecnica utilizzata in computer grafica e in fotografia per consentire che i calcoli di illuminazione possano essere fatti in uno spazio più ampio (un high range appunto) e si possano rappresentare valori di illuminazione molto alti o molto bassi.
Hdr creme, è un portale che ospita gratuitamente tutta una serie di foto in HDR postate dagli utenti: una gallery interessante per esplorare intepretazioni creative e non di questa tecnica.
Anche Flickr ospita un gruppo dedicato ad immagini in HDR.
E cercando su google si potranno trovare software, tutorial e tutta una serie di informazioni su questa affascinante tecnica.
Marzo 11th, 2008

Yanick Déry è un talentuoso fotografo di Montreal (Quebec) ed è uno dei pochi professionisti dell’immagine che usa internet in maniera completa: non solo il suo portfolio online, ma ha anche un blog sempre aggiornato dove presenta chicche come il backstage della nuova collezione del gruppo H&M (viene presentata la linea ‘M by Madonna’): un video interessante, purtroppo in francese ma che ci aiuta a capire un po’ meglio cosa accade dietro uno shooting professionale.
Lo stile di Yanick è caratterizzato da una pulizia estrema, scelta accurata delle luci e dei colori che danno sempre un’atmosfera eterea ai suoi scatti.

Il video del backstage dal sito FlashMag
Il serivizio fotografico
Marzo 12th, 2007

Una delle primissime cose a cui pensare quando si è un fotografo, soprattutto di moda e pubblicità, è farsi rappresentare nei vari paesi da un’agenzia. É in primis una sorta di certificazione della qualità del proprio lavoro e più è nota l’agenzia, più il fotografo acquista da subito un certo rispetto ‘professionale’. Il fotografo deve pensare a quello che sa fare meglio ed al resto deve pensarci qualcuno, l’agente appunto. Ma il fotografo non cerca l’agente perchè i propri affari vanno maluccio e vuole qualcuno che procuri un po’ di lavori. Le agenzie pretendono fotografi con già un discreto portfolio oppure se le capacità sono spiccatamente creative e superiori alle media.

Chirsta Klubert è un’agenzia operante in Germania che raccoglie diversi talenti: Johannes Mink, Sven Schrader, l’italianissimo Otello Annigoni, Tim Simmons e clienti del calibro di Osram, Elle, Volvo.
Inutile aggiungere di dare un’occhiata alla splendida galleria.
Febbraio 13th, 2007

Recentemente, sfogliando le pagine del numero speciale ‘Image of the Year’ di American Photo, mi sono imbattutto nella splendida immagine di Vincent Dixon. Vincitore della sezione advertising per la campagna stampa di Wonderbra la sua immagine mi ha colpito da subito per l’intelligenza dell’idea (e qui un applauso all’art director Frederic Royer di Publicis Conseil) e l’eleganza della realizzazione, dolcezza nell’uso della luce, composizione dell’immagine (quasi pittorica nel giocare con tanti personaggi in campo, tutti protagonisti) e grande scelta dei colori.

La sua arte fotografica è espressa sempre con una sottile ironia, una cura estrema per dettagli e delle luce, la costruzione della scena unita da un uso sapiente del fotoritocco mai estremo e più che esplicitamente posticcio riesce a dare la palpabile sensazione che le sue siano pennellate ora più dure, ora più delicate.
Di origini Irlandesi, Dixon è laureato in biologia moleculare (come si evince dalla sua biografia), ed inizia la sua carriera a Parigi realizzando campagne di grande successo per la Absolut e Perrier. La sua notorietà cresce non solo in Europa e, come per molti fotografi che si occupano di advertising, decide di trasferirsi nel 1998 a New York dove attualmente vive.
Il sito ufficiale di Vixen Dixon
© Vincent Dixon per tutte le immagini
Febbraio 9th, 2007

Finalmente, dopo oltre un anno di attesa esce in versione ufficiale 1.0 il tool di Adobe espressamente dedicato ai fotografi e a chi deve gestire, editare, stampare ed archiviare una grosse mole di immagini.
L’apprezzato software (Adobe ne aveva rilasciato alcune release in beta gratuitamente) si è subito distinto per tante caratteristiche interessanti: la velocità con cui visionare migliaia di scatti, la velocità stessa del software su macchine non recentissime (io stesso lo uso tranquillamente su powerbook da 1ghz), l’essere multi os (win e mac), la grande quantità di fotocamere supportate e soprattutto la grande qualità degli strumenti di editing che da sempre contraddistingue i prodotti Adobe.
Un po’ di storia
Facciamo però un passo indietro per capire il perchè di un software come Lightroom. Questo tipo di software, appartenente ad una sottomercato molto attivo con una varietà estrema di piccole e grandi società specializzate, è diventato nel giro di pochi anni uno strumento fondamentale e che mancava soprattutto per gli utenti più avanzati e per i fotografi professionisti. Con l’aumentare dei megapixels delle macchine fotografiche, soprattutto reflex (i medio formato hanno invece altro mercato ed altro software), e la qualità ormai pressochè identica a quella della pellicola (anche per molti puristi) ha portato la necessità di gestire, catalogare, verificare e ritoccare una grande quantità di immagini velocemente e con precisione. Se per la conversione dal formato RAW (il negativo digitale) e per editing iniziale (colore, contrasto esposizione etc.) l’offerta e la qualità non manca, il vero problema è sempre stato quello di catalogare, archiviare e ricercare le fotografie.

E poi l’arrivo di Apple con il suo Aperture, per certi versi innovativo software soprattutto nella gestione, ricerca e nell’editing, dopo un avvio in pompa magna (grazie anche al grande marketing apple) ha una vita difficile a causa della pesantezza del software (gira ottimamente solo sulle ultime macchine Apple con processore Intel) e di strumenti di editing non propriamente eccellenti (qui l’inesperienza nel settore immagini digitali si vede abbondantemente).
Adobe, colosso da sempre noto con Photoshop il programma per eccellenza di fotoritocco ed elaborazione digitale in genere, non poteva rimanere indifferente ad un mercato così in crescita (ed esigente): un annetto fa così ha lanciato il betaprogram di Lightroom distribuendo pubblicamente e gratuitamente le release del suo progetto software ascoltando profondamente le vere esigenze degli utilizzatori. Mossa di marketing in primis (distribuire gratuitamente un software concorrente di Aperture proprio nel periodo di lancio di quest’ultimo) ed un prodotto valido in secundis fanno di Lightroom un buon tool completo (non perfetto) e soprattutto abbordabile: come aveva promesso nei suoi forum il prezzo di lancio sarà di $199 (contro i $299 di Aperture già ritoccato verso il basso dopo un lancio disastroso).
Strategie: una guerra aperta
La vera differenza a mio parere, tra i due progetti è che Aperture fu lanciato come release ufficiale 1.0 ma in realtà si rivelò una beta lentissima con pessima esportazione delle foto con un prezzo di lancio non propriamente economico ($399): Lightroom è un software già completo e funzionante egregiamente proprio per quel beta testing lungo e laborioso.
C’è da dire che Aperture, giunto alle release 1.5.2 è stato abbondantemente migliorato negli strumenti e nelle performance ed è disponibile una demo gratuita per testarne le funzionalità per 30 giorni: la guerra è sempre aperta.
Per maggiori informazioni visita la sezione Lightroom del sito Adobe
Altre anticipazioni e dettagli su Image-source
E’ interessante constatare come Adobe stia sfruttando al meglio il web, affiancando a documentazione ufficiali, video pubblicitari e tutorial strumenti come del.icio.us postando una serie di bookmark su materiale inerente Lightroom.
Tutorial in italiano della brava Adobe guru Marianna Santoni: bisogna prima registrarsi e poi si potrà scaricare l’utile manuale in formato pdf.
Aggiornamento:
Lightroom 1.0 sarà disponibile anche in Italia a partire da metà febbraio 2007, al prezzo lancio di 208,80 ivato (i $199 della versione ‘americana’ sarebbero quasi €154). Dal 30 Aprile 2007 il prezzo diventerà di 249,00 + iva.
Spendermo più degli americani per la versione boxed del software e non sarà neanche tradotto?
Gennaio 29th, 2007
Utilissimo tools per capire come si comporta la luce dei flash da studio con accessori del tipo: diffusori, bank, ombrelli etc..

Da due menu è possibile scegliere il tipo di accessorio, confrontarlo visivamente con un altro e ingrandire la foto per guardarne i dettagli. Per i fotografi, aspiranti e professionisti, questo strumento risulta utile per farso un’idea (anche se sempre attraverso immagini) come si comportano luci (e le ombre) sul soggetto.
Lo so, i fattori in gioco sono tanti: esposizione, fondale, ulteriori luci, pannelli ma lo trovo utile soprattutto in vista di acquisti per ponderare bene quale soluzione fa al caso.
Il tool online si riferisce ai prodotti della Visatec ma in linea di massima è applicabile ad altre marche.
Light Shaper Comparison
Gennaio 17th, 2007

Se l’Advertising italiano rantola come afferma Tim Delaney (mi chiedo seriamente se ci sia mai stato un ‘advertising’ italiano?!) almeno possiamo consolarci con la presenza di ottimi fotografi dal giusto appeal creativo e tecnico. Se una campagna stampa si costruisce soprattutto sull’idea (è necessario che sia ben rappresentata da un head cazzuto) le immagini devono essere all’altezza.
Troppe volte ho visto banalità, estreme a partire da foto insulse frutto di montaggi improbabili raccolti a casaccio da stock fotografici ormai presenti in tutto il web. E sono sempre convinto che un’ottima foto, per quanto ritoccata per ‘esigenze d’agenzia’ debba partire da un’ottimo fotografo, da una sapiente gestione delle luci, da un meticoloso lavoro d’equipe per scegliere gli attori più adatti, costruire (si proprio costruire) i set più credibili anche nelle location più improbabili. Il fotografo pubblicitario è capace di lavorare con animali, oggetti, bambini, attori, o un mix di tutte queste cose insieme. É qualcosa che va aldilà del budget, oltretutto per una campagna stampa non occorrono sempre quanti enormi di danaro.
E si, Photoshop si trova ormai nelle patatine e si deve usare accuratamente anche per campagne come Dove insegna: ma in questo caso non parlo di autenticità della fotografia in quanto tale ma di capacità di creare comunque un’emozione, di dar forma visiva a un’idea, capace di superare la retina dell’occhio e di fissarsi tra i nostri neuroni.
Certo, esistono campagne stampa che fanno uso di immagini meramente descrittive, didascaliche direi, utili a veicolare l’head; esistono però foto che completano e diventano il messaggio, il cuore della creatività espressa.
LSD photographers è gente, direbbe qualcuno, che sa fare il suo mestiere. Immagini fresce, ironiche e squisitamente patinate. La loro non è la ricerca estrema del cammuffare, spacciare per vero, è una visione ai limiti del fiabesco, divertendoci con elementi che ci riportano al grottesco: inseriscono in ogni immagine elementi improbabili, come se volessero dire: “Su ragazzi, è solo pubblicità!”. Sono perfettamente a loro agio, ma prendono le distanze dalla adv ‘del più banco non si può’ e ‘dai ancora un po’ più grandi, che la gente vuol vedere quello!’.
Ironia della sorte (giusto perchè vogliamo riderci su) il sito web è veramente una pena (è inutile dire: “Lavoriamo sempre per gli altri”, non fatemi dire parolacce che è Natale): più che per l’appeal grafico, la navigazione e la mancanza di qualsiasi banale norma di usabilità i titoli delle sezioni sono tutto un programma (quale non lo so): people, still life e cars e soprattuto various.
Lo stile ‘all’italiana’ si vede anche in questi ‘dettagli’.
Se volessero rifarlo sanno a chi rivolgersi…

LSD photographers
Dicembre 21st, 2006

Una vera bestia. La nuova H3d della Hasselblad mantiene tutte le promesse di essere la macchina definitiva per un certo tipo di fotografia (moda e ritratti). Le sue parole d’ordine sono flessibilità e qualità.

L’ho provata l’altro giorno alla presentazione ufficiale di Hasselblad dove ho sfogliato ed avuto in regalo il primo numero della nuova rivista Hasselblad: Victor.
Nella cornice dello studio fotografico Artis di Corso Colombo (vicino la Stazione di Porta Genova) a Milano, la società svedese (in realtà di proprietà di un colosso giapponese) ha realizzato una presentazione tutta stilosa con tanto di modelle, aperitivo a base di sushi, gadget e ovviamente alcuni prototipi della macchina, tutti rigorosamente collegati a potenti Macpro o Macbook pro.
“Rispetto alle reflex digitali 35 mm “high-end” –spiegano in Hasselblad - la H3D offre maggiore risoluzione, colori più fedelii e un rendering dei dettagli superlativo. Rispetto ai dorsi digitali, la H3D offre un più alto livello di dettaglio e di nitidezza grazie alla tecnologia DAC (Digital APO Correction) di Hasselblad e ai progressi della sua nuova funzionalità Ultra-Focus”.

E’ stata aggiunta anche la correzione digitale per la distorsione e l’aberrazione cromatica. “Digital APO Correction” (DAC) è una correzione apocromatica delle immagini basata su una combinazione dei diversi parametri relativi a ciascun obiettivo specifico per ciascun scatto specifico. In soldoni questa nuovo brevetto software è capace di aumentare la nitidezza, dettagli su tutta la superficie della foto correggendo i difetti ‘intrinsechi’ di ciascuna lente. Sarà interessante capire come reagiranno società come Canon che punta con i modelli della serie 1 a competere in questo settore già ricco di offerte e con una clientela molto esigente.
Ammirando dal vivo gli scatti effettuati nella sessione di prova devo dire che la qualità di tutta la macchina mantiene le promesse, con risultati di immagini eccellenti e ben corrette appena dopo lo scatto.
Costo? Non lo so, ma dalle voci pare molto anzi moltissimo: si parla di €20.000 per il modello da 22 mpx e oltre i €30.000 per i modelli da 39 mpx.
Link: H3d
Novembre 25th, 2006
Anche i fotografi amano scrivere sui blog.
Settimio Benedusi, pioniere con il suo blog dal 2003, fashion photographer sempre in giro per il mondo per shooting con strabilianti modelle, cura anche dai più sperduti angoli del globo la sua mente postando con arguzia e delirio articoli quasi sempre NON di fotografia. Molto spesso interessanti. Almeno per provare un pizzico di invidia per i paradisi terrestri da cui scrive.


Novembre 21st, 2006