Posts filed under 'Design'

Per la serie di incontri “Meet the Media Guru” questa volta è di scena il made in italy: n occasione della pubblicazione di Immagini e linguaggi del digitale. Le nuove frontiere della mente (Sole 24 Ore, 2007), gli autori Andrea Granelli e Lucio Sarno ne parlano con Alberto Abruzzese, sociologo e prorettore per l’innovazione e le relazioni internazionali, Libera Universita’ di Lingue e Comunicazione Milano (IULM) e Luca De Biase, Responsabile Nova 24.
L’incontro, come di consueto aperto al pubblico gratuitamente, focalizza la sua attenzione su argomentazioni sempre di pressante attualità: come la tecnologia ridefinisce la società e il mondo dei servizi, partendo dalla Pubblica Amministrazione per passare all’istruzione, alla finanza, all’offerta culturale? Come e quanto l’uomo ‘tecnologicamente modificato’ utilizza le varie potenzialita’ offerte dalle nuove applicazioni e dalla banda larga per esprimersi e relazionarsi?
Interessanti quesiti che possono valicare l’interesse di power user ed appassionati di tecnologia: come le estensioni del proprio io negli avatar di Second Life stanno cambiando le modalità comunicative? Come il social networking supportato e amplificato dalla diffusione delle applicazioni Web 2.0 si trasferirà al mobile?
Andrea Granelli e’ presidente di Kanso, societa’ di consulenza che si occupa di innovazione e customer experience. E’ presidente del Distretto dell’Audiovisivo e dell’ICT di Roma, membro della Fondazione Cotec per la diffusione dell’innovazione tecnologica e dirige l’Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli. E’ inoltre direttore scientifico di Domus Academy.
Lucio Sarno e’ primario del Servizio di Psicologia Clinica della Salute dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele, professore ordinario di Psicologia Clinica e titolare della cattedra di Psicoterapia presso l’Universita’ Vita-Salute San Raffaele. E’ Full Member e Training Analyst dell’International Psychoanalytical Association (IPA), Membro Ordinario Didatta dell’Istituto Italiano di Psicoanalisi di Gruppo (di cui e’ stato Cofondatore e Presidente).
Modulo di iscrizione all’incontro del 23 Maggio
Maggio 16th, 2007

Poche ore fa è stato presentato il portale ‘ufficiale’ del nostro paese : Italia.it. Un progetto articolato che ha intenzione di raccogliere il bello della nostra Italia: monumenti, offerte turistiche e culturali, la tradizione culinaria leggendaria nel mondo. Nasce dal lavoro del ministro Nicolais, il governo e le regioni italiane: da tempo se ne parlava ma rinvii per cause oscure, problematiche varie (leggi la solita imperante burocrazia) non ne hanno mai permesso la messa online ufficiale.
Il risultato è qualcosa di orrendamente osceno tecnicamente e la reale utilità si potrà capire e constatare solo nel tempo: porterà o meno un vantaggio per tutte le attività private che il governo deve tutelare (insieme a tutti i portali turistici e commerciali italiani)? La quantità enorme di danaro (ben 45 milioni di euro per tutti i servizi annessi e connessi) saranno una cifra almeno in parte spesa bene?
In fondo sono soldi nostri.
Per maggiori info
Febbraio 23rd, 2007

Qualche ora prima delle dimissioni di Prodi, il governo ha il tempo di presentare il nuovo marchio ‘turistico’ dell’Italia. Realizzato e presentato in pompa magna da Landor Associates, questa vera e propria ‘tourte’ creativa è stata la vincitrice del concorso indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e del cui contenuto molti avevano manifestato qualche dubbio.

Il marchio si riassume stilisticamente nell’utilizzo della sigla ‘it’ (sigla internazionale che identifica l’Italia ovviamente), composta da una ‘i’ disegnata con carattere Bodoni di colore nero su cui spicca il puntino di colore rosso e dalla stilizzazione di una t di colore verde (”a completare il tricolore”) che potrebbe/dovrebbe ricordare la forma geografica del nostro paese.
Da alcune dichiarazioni del video ufficiale il marchio “firma la qualità unica della vita, dello stile, della creatività, della cultura e del turismo italiani”.
Video della conferenza stampa
Febbraio 22nd, 2007
«Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo»
E’ in questa frase il cuore del libro ed il pretesto per parlarvi di John Maeda e del suo ultimo libro, Le leggi della semplicità, edito da Bruno Mondadori. Un trattato sul design e sulla ricerca della semplicità, contrapposta alla complessità degli artefatti tecnologici.
La tecnologia può aiutarci a vivere diversamente e forse meglio, ma la quantità di tecnologia non è (quasi mai) sinonimo di qualità d’uso. Ci perdiamo sempre più nei meandri di menu e sottomenù, pulsanti astrusi, oggetti dalle forme complicate, incredibili manufatti all’avanguardia nei loro contenuti ma indecifrabili nell’immediatezza dell’uso quotidiano.
John Maeda vuole aiutarci, e lo fa organizzando il libro in dieci leggi, sintetizzate ottimamente, spunti di riflessione per spingerci forse ad intraprendere un modo diverso di concepire e vivere anche la vita di tutti i giorni.
Può essere un libro rivolto solo ai design ma l’invito è aperto a tutti perchè la semplicità preserva la salute mentale: Maeda ha il dono della sintesi, che non vuol dire appiattimento, ma estrema conoscenza che si trasforma in divulgazione efficace.
Fortuna vuole che il 20 Febbraio John Maeda sarà a Milano proprio per condividere e discutere insieme ai presenti le sue idee, i suoi spunti e confrontarsi in un dibattito aperto.
Appuntamento alla Mediateca di Santa Teresa, in via della Moscova 28 alle 19, nell’ambito degli incontri organizzati dal forum di Net Economy.
Per quanto riguarda il libro, esiste il blog ufficiale: The Laws of Simplicity
Febbraio 19th, 2007

Guido Daniele è un artista milanese di grande fama e di lungo corso professionale. La sua attività spazia in molti ‘campi’ creativi (fotografia, video, pubblicità…) e soprattutto il suo genio si esprime nella precisione e perfezione espressiva del bodypainting: la recente collezione Manimali (serie 1 e 2, raccolte di progetti personali e lavori commerciali) è di tale intensità e perizia, unita ad eleganza e sensibilità fuori dal comune.

Gli animali dipinti sulle mani riescono a prendere vita: dai loro occhi si riesce a comprendere l’anima nobile dell’autore e dei soggetti rappresentati, non solo quindi perfette rappresentazioni ma esprimono un’amore infinito verso la propria arte e la natura stessa. La scelta di usare il corpo come tela per queste opere è il desiderio in qualche modo di ricongiungere quel legame troppe volte strappato tra uomini e natura.
Febbraio 8th, 2007

Eppur si muove. La consapevolezza del mutare, di evoluzione (?) dello scenario del design italiano è forte, pregnante nell’aria. Tutto volge e muta, l’economia, le richieste (o le imposizioni) sociali e culturali.
La Triennale di Milano raccoglie, come a presentare in uno specchio creativo su cui riflettere l’incomprensibile mondo di oggi, le opere di 55 progettisti (scelti dopo una lunga selezione, articolata e sofferta) che hanno ideato e presentato in uno spazio espositivo imponente opere di carta, ceramica, food design, interior, gioielli, borse…
Opere eterogenee, frutto di una ‘nonscuola’ che crea oggetti del vivere bello e divertente, delicati e sensibili eterogenei ed eterei. Non uno stile a prevalere sull’altro, non una decisa intenzione di tracciare una via, altresì incrociare tanti modi diversi per comprendere il contemporaneo. Forse erano semplici e più belli i tempi passati dei grandi maestri, del vivere meglio, ma forse non erano così divertenti e frutto di un’interiore ricerca non solo di forme e apparenza, ma di sostanza sensibile.
“Per noi oggi il problema non è quello di giudicare il design attuale, ma piuttosto di cercare di capirlo; non spiegare come dovrebbe essere, ma come esso è nella realtà.“
Andrea Branzi
The New Italian Design
Il paesaggio mobile del nuovo design italiano
20 gennaio - 25 aprile 2007
A cura di Andrea Branzi
Ideazione e coordinamento: Silvana Annicchiarico
Gennaio 24th, 2007

Max Miedinger (1910-1980), progettista freelance, non avrebbe mai immaginato che una sua idea creativa, semplice ma geniale avrebbe rivoluzionato per sempre il mondo della creatività pubblicitaria, varcando nel tempo i confini dell’illustrazione e dell’arte. Eppure era solo un carattere tipografico: Helvetica.
E nemmeno il direttore Eduard Hoffman della fonderia svizzera Haas Stempel, avrebbe immaginato un tale successo. Un po’ ci sperava, ma il suo obbiettivo più ‘modesto’, quando nel 1957 incaricò Miedinger di inventare il set di caratteri, era quello di aggiungere al loro pacchetto di font un sans-serif completo (lett. senza grazie, ovvero i caratteri bastoni molto in voga negli anni ‘50) simile all’Akzidenz Grotesk disegnato nel 1896 da Günter Gerhard Lange per la berlinese Berthold (fondata da Hermann Berthold). L’Akzidenz Grotesk, molto usato in soluzioni grafiche piuttosto austere ed eleganti, aveva il ‘difetto’ di contenere soltato due forze: medio e grassetto.
Inizialmente Helvetica fu denominato Neue Haas Grotesk (’Grotesques’ era il nome dato a quelle famiglie di caratteri che apparentemente ad un osservatore occasionale non presentavano nessuna differenza tra i vari stili) e nel 1961 la Stempel (collegata alla Haas) ne completò il set caratteri decide di commercializzarlo in Germania con il suo nome attuale, derivato dal termine latino Helvetia, ovvero Svizzera.
Prima che divenisse un vero e proprio standard grafico, i tentavi di creare il sans-serif ‘definitivo’ furono molteplici: Franklin Gotic in America, Gill Sans in Inghilterra o Antique Olive in Francia ad esempio, ma le linee pulite (e di tipocomposizione) dell’Helvetica non hanno rivali.
Dagli svizzeri di fine anni ‘50 - eravamo in pieno ‘movimento svizzero’, una corrente stilistica e di pensiero che promuoveva l’idea di un design come comunicazione obbiettiva delle idee e non un’espressione artistica - nel 1964 la società americana Linotype, una parent company della Haas, adottò l’Helvetica come font ufficiale. Ed era solo l’inizio: il font si diffuse per il globo.
Grandi opere di design sono state realizzate con questo font ed i duecento marchi più famosi al mondo, come Luftansa e Panasonic, usano questo font in tutti i suoi stili (per una esaustiva esposizione e raccolte di lavori leggete Helvetica: Homage to a Typeface).
Il 2007 sarà quindi il cinquantesimo anniversario dell’Helvetica e degni festeggiamenti sono stati organizzati da un gruppo indipendente capeggiato dal produttore/direttore Gary Hustwit che ha realizzato un film sui rapporti della tipografia con il quotidiano e per ripercorrere 50 anni di design grafico. Il film contiene numerose interviste ai protagonisti che hanno animato il design del passato: Massimo Vignelli, Matthew Carter, Wim Crouwel, Erik Spiekermann, Hermann Zapf per citarne alcuni. Attraverso le testimonianze di giovani creativi e agenzie si cerca, quindi, di trovare risposta ad interrogativi quali il successo di questo font (a prescindere dalle sue valenze pratico/tecniche) e di quanto tutto ciò abbia influito nella globalizzazione della nostra cultura visiva.
Per approfondire
Helvetica Film, dove trovate interviste, foto e trailer
Sul sito di AIGA è stata pubblicata di recente un’intervista a Hustwit
Sito su Max Mieding e sul font Helvetica da cui ho tratto parte delle nozioni storiche.
Dicembre 15th, 2006