Il paesaggio mobile del nuovo design italiano
In: Design 24 Gennaio 2007 Paolo Boccardi

Eppur si muove. La consapevolezza del mutare, di evoluzione (?) dello scenario del design italiano è forte, pregnante nell’aria. Tutto volge e muta, l’economia, le richieste (o le imposizioni) sociali e culturali.
La Triennale di Milano raccoglie, come a presentare in uno specchio creativo su cui riflettere l’incomprensibile mondo di oggi, le opere di 55 progettisti (scelti dopo una lunga selezione, articolata e sofferta) che hanno ideato e presentato in uno spazio espositivo imponente opere di carta, ceramica, food design, interior, gioielli, borse…
Opere eterogenee, frutto di una ‘nonscuola’ che crea oggetti del vivere bello e divertente, delicati e sensibili eterogenei ed eterei. Non uno stile a prevalere sull’altro, non una decisa intenzione di tracciare una via, altresì incrociare tanti modi diversi per comprendere il contemporaneo. Forse erano semplici e più belli i tempi passati dei grandi maestri, del vivere meglio, ma forse non erano così divertenti e frutto di un’interiore ricerca non solo di forme e apparenza, ma di sostanza sensibile.
“Per noi oggi il problema non è quello di giudicare il design attuale, ma piuttosto di cercare di capirlo; non spiegare come dovrebbe essere, ma come esso è nella realtà.“
The New Italian Design
Il paesaggio mobile del nuovo design italiano
20 gennaio - 25 aprile 2007
A cura di Andrea Branzi
Ideazione e coordinamento: Silvana Annicchiarico
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